lunedì 14 aprile 2014

Genova si ama da sola





Sia chiaro a tutti:
Genova si ama da sola.
Non ha bisogno di levigate rime
o di elegie dorate.
Ha nei suoi vuoti
e nei suoi colmi atroci
la vena di ogni musica.
Malinconia bruciante
e tenere tempeste.
Se dal suo ventre antico
risali per l’inferno truce
dei ghetti e delle ardesie
fino al paradiso inerme
dell’incatenato mare
lo capirai:
Genova si sa amare da sola.
Non ha rispetto degli altri
o di sé stessa
eppure s’ama
di quell’amore acuto
che è farsa e malinteso.
Nelle sue genti fischiano
i venti delle burrasche oblique
dalla sua bocca colano
i canti forti ed aspri
della montagna nuda.

Genova non chiede nulla
perché non vuol ridare.
Resta nel golfo
abbandonata al mare
fredda come un cristallo
incastonato al monte.
E si lascia poi guardare
attonita lei pure
chiusa nel pugno
perduta e senza onore.

Fui, oggi non sono




Fui,
ed oggi non sono.
Dall'alto d'una torre
conobbi il mio destino,
frana d'onore
e d'indole guerriera.
La spada trasse la vita,
e rovino' sulla gola protratta,
il corpo cadde,
glorioso,
nel vuoto acclamante.

Fui.
Ed oggi non sono.
Oggi che vivo
di basse inclinazioni
e torve ottusità,
mi lacero nel vento
d'una bandiera stolta,
spendo il mio tempo
su squallido cartame.

Ebbi lo stralcio dell'eroe sconfitto,
figlio di principi e soldati,
vinsi nel volo la mia battaglia irsuta.
La morte si abbarbico' alla pelle
come un vestito lieve,
di lino e bianca luce.

Fui, oggi non sono,
e in una lacrima d'acciaio
verso la rabbia,
il vino malinconico
della perduta aurora.

Figlia - Foglia




Dirti non posso, poiche' tu mi sei,
figlia - foglia.
Amarti non so', perche' tu sei l'amore
figlia - cerbiatta.
Insegnarti non voglio e da te io a volare imparo
figlia - brezza.
Sognarti e' la mia sola liberta'
se tu mi sogni, figlia mia.

Canzone dei libri




I libri devono essere sporchi,
macchiati d'umori incostanti,
suggellati da impronte.
I libri devono avere le orecchie,
come goffi animali sapienti,
brucaliffi acquiescenti.
I libri sono bestie odorose
e hanno vita frusciante 
quando puzzano un poco,
di bisunto, di muffa.
Le parole che han dentro
hanno un senso soltanto
se le vite di molti
se ne sono appropriate. 
I libri sono clessidre immobili,
da cui il tempo rifugge.
I libri sono castelli
 di minuscole pietre preziose,
dai mille colori e riflessi variati. 
Nei libri si nascondono Atlantide, la chimera e Il grisu'.
Dai libri discendono i bit, le rivolte e Gesù.
I libri sono ircocervi
con le corna all’insù
e lo sguardo all’ingiù.

Era di marmo azzurro



Lei era di marmo azzurro.
Piccole vene scure tracciavan la sua pelle,
lenti fiumi di promesse e desideri.
Traspariva.
Era d'una pietra immemore, cosparsa.
Il vento friniva tra i suoi capelli d'oro,
la cifra dei suoi gesti era statuaria e assente.
Fare l'amore con lei fu dissetante, glabro.
Mi uni' al creato,
mi rese atollo e spina, 
mi trasformo' in  solstizio.
Fece di me il mio prima.