Visualizzazione post con etichetta pasticche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pasticche. Mostra tutti i post

venerdì 23 maggio 2014

Drink drank drunk for the jumpin.jive




Tornare a casa ubriachi
linfa di vetro sui muri
schiuma di shampoo negli occhi

il cervello assordato
da fischi guaiti ululati
di guerci cagnacci rognosi

i neuroni fra le mani
con le teste rasate
e le ascelle sudate

l’ipotalamo sull’unghia
zecca prosciugata e sgonfia
infilzato filetto.

Tornare a casa ubriachi
drink drank drunk for the jumpin’ jive
alle sei del mattino c’è qualcuno che sbraita
alle sei del mattino
tu hai lo schifo nei lombi
e la boria del mondo
tutta chiusa nel freezer
degli sporchi ricordi.

Tornare a casa ubriachi
Roteando sulla punta acuta
del rischio fatale
edificando ciminiere di confusione
edulcorando microchips di passione
e gettare nel cesso quattro litri di whiskey
scura morte nel sangue
seta rossa strappata.

Tornare a casa ubriachi
per cercare nel fango
delle rozze illusioni
e scoprire fra un conato ed un coito
le gole segrete
le terre bruciate
le ribollenti lave
le ignote.

Insultarsi  picchiarsi ferirsi
nel dar voce al profondo
separarsi scoparsi riunirsi
nel’infinita bestialità della vita.

Tornare a casa ubriachi
drink drank drunk for the jumpin’ jive
e stringersi  l’uno accanto all’altra
come labbra in amore
rumore di scambi nel  cuore
calce viva ferro fuso e clamore.

Ascoltare il respiro unificato
dei  vulcani e delle fosse marine
e finalmente ordire
i battiti all’unisono
concilio di stelle e pianeti
valzer di fiabe e leggende. 

venerdì 16 maggio 2014

Maldida!


Poesia di sigarette
smozzicate, imperfette
Poesia senza denti
per le morti imminenti
Poesia derelitta
al sapor di sconfitta.

Martoriate canzoni
ritrovate nei cessi
di fetenti stazioni

Sgangherati tatuaggi
rovesciati nel ventre
di assassini selvaggi

Coccodrilli fonetici
dentro agli occhi fanatici
di poeti lunatici.

Poesie massacrate
su due labbra emaciate
Poesie di stricnina
a cui il giorno s’inchina
Poesie di tormento
per l’idiota scontento
Poesia dedicata
a questa vita infangata.

venerdì 9 maggio 2014

Equivoci


 
Il mondo è una
         costellazione
                     di equivoci

Tutto
      spinge
            e brucia

Nulla
      osserva
               e tace

L’eclissi
        del dolore
               e’ uno stanco mito

Dobbiamo convivere
                    e apprezzare
                               la coerenza del suo graffio

  L’ebbrezza delle gioia
                     è  un rapidissimo schiaffo

martedì 6 maggio 2014

Milf




Le quattro madame appollaiate al bar
tra lampade e finzioni,
hanno sul viso il ghigno
da maschera di cera
che all'improvviso invera.
Labbra rifatte di gommapane moscia
a cancellar fellatio
inflitte a destra e a manca.
Poliuretaniche poppe ritte
e mai scalfite dal vento o dalle scosse.
Mosse sgraziate da pelviche giumente
incalorate a maggio,
scaracollate dall'inguine cadente
fin su  alle tube,
le  rinsecchite tube da cinquantenne sgonfia
che crocchiano nel pube.
Rudi vocioni da transessuale vecchio,
confuso nello specchio del tempo che divora. 
Le quattro dame perdute sul Negroni
hanno stampata in fronte,
tra rughe e corruzioni,
la stella del destino.

lunedì 14 aprile 2014

Libertà



Libertà' e' pane dolce e scuro per i figli, i tuoi.
Libertà' e' terra smossa e fresca in dono agli avi.
Il vino è fermentato, la carne brucia l’aria, il tempo si è fermato.
Libertà è incidere la propria ombra in controluce
Mentre un picco d’ultrasuoni timbra il suo battito nel cielo.

Figlia - Foglia




Dirti non posso, poiche' tu mi sei,
figlia - foglia.
Amarti non so', perche' tu sei l'amore
figlia - cerbiatta.
Insegnarti non voglio e da te io a volare imparo
figlia - brezza.
Sognarti e' la mia sola liberta'
se tu mi sogni, figlia mia.

Canzone dei libri




I libri devono essere sporchi,
macchiati d'umori incostanti,
suggellati da impronte.
I libri devono avere le orecchie,
come goffi animali sapienti,
brucaliffi acquiescenti.
I libri sono bestie odorose
e hanno vita frusciante 
quando puzzano un poco,
di bisunto, di muffa.
Le parole che han dentro
hanno un senso soltanto
se le vite di molti
se ne sono appropriate. 
I libri sono clessidre immobili,
da cui il tempo rifugge.
I libri sono castelli
 di minuscole pietre preziose,
dai mille colori e riflessi variati. 
Nei libri si nascondono Atlantide, la chimera e Il grisu'.
Dai libri discendono i bit, le rivolte e Gesù.
I libri sono ircocervi
con le corna all’insù
e lo sguardo all’ingiù.